come affrontare il colloquio come animatore turistico

Quando si decide di partire come animatore turistico uno dei passi fondamentali è quello di affrontare un colloquio e nonostante si pensi che l’animazione sia un soltanto un mero “lavoretto estivo”, un “passatempo”, in realtà è un vero e proprio colloquio di lavoro a tutti gli effetti.

Molti giovani scelgono l’animazione turistica come primo impiego, subito dopo la scuola e lo scopo del colloquio sarà quindi, come per tutti i lavori, di riuscire a “convincere” l’esaminatore ad assumervi.

Dovrete soprattutto convincerlo a scegliere voi piuttosto che qualcun altro.

Come prima domanda quasi sicuramente l’esaminatore vi chiederà di voi: vi chiederà di presentarvi, di raccontargli chi siete che cosa fate, che cosa vi piace fare, cosa amate, che abitudini avete.

Considerate che lui avrà già visionato il vostro curriculum, quindi sa già che cosa avete dichiarato su carta, ma a quel punto vorrà capire il vostro carattere e la vostra personalità.

Per questa ragione, l’approccio che avrete sarà molto importante : dovrete dimostrare prima di tutto di essere delle persone socievoli, perché state andando a fare animazione, quindi si starà dicendo “vediamo come si pone questo ragazzo/a con uno sconosciuto”, cosa che, fondamentalmente, farete tutti i giorni.

In questa fase non vi dovete inventare assolutamente niente di strano (avventure mirabolanti, imprese fuori dal comune), ma dovrete semplicemente parlare di voi con molta spontaneità, quasi come fareste con un amico.

La domanda subito successiva potrebbe riguardare il motivo che vi spinge a fare animazione, quindi potrebbe chiedervi “perché hai deciso di fare animazione?”

A quel punto dovrete essere veramente sinceri perché se siete lì per fare animazione ci dovrà pure essere un motivo che vi spinge.

Personalmente non credo che si tratti solamente di una questione puramente lavorativa, anche perché se così fosse vi direi subito di lasciare stare : non si fa animazione SOLO per soldi. Se fai animazione senza avere qualcosa che ti spinga a volerlo DAVVERO allora, con buona probabilità, durerai pochissimo.

Dovrete quindi spiegare il motivo che vi spinge, che può essere la voglia di stare in mezzo alla gente, la voglia di socializzare, scoprire delle cose nuove, mettersi in gioco, salire su un palco

Ci sono tante motivazioni che potrebbero spingerti a fare animazione, ma alla fine, quelle le sai soltanto tu.

A questo proposito c’è un primo consiglio che ti voglio dare : quando ti chiederanno perché vuoi fare animazione cerca di essere sincero ma non banale.

Non limitarti a dire come fanno tutti “mi piace stare in mezzo alla gente”, piuttosto dici che “ti stimola conoscere nuove persone ed hai voglia di conoscere altre realtà confrontandoti con persone nuove tutti i giorni”.

Questa potrebbe già essere una formulazione diversa che potrebbe interessare di più l’esaminatore

Dopo questa breve presentazione potrebbero sopraggiungere quindi delle domande tecniche che dovrebbero corrispondere al ruolo che è stato scelto per voi o il ruolo per cui vi siete presentati. Si presume che, se vi sarete presentati per un ruolo in particolare, come per esempio il tecnico suono e luci, che abbiate delle competenze o comunque delle attitudini.

A questo punto del colloquio sarà a voi di dimostrare che avete effettivamente quelle competenze : se sul vostro curriculum avrete scritto di aver avuto delle esperienze da baby sitter con i vostri cuginetti o con i figli dei colleghi dei vostri genitori, sicuramente vi avranno chiamato con il chiaro intento di proporvi la posizione di animatore/animatrice mini club. Sarà facile quindi capire che bisogna semplicemente parlare del vostro amore nei confronti dei bambini del fatto che vi troviate a vostro agio in mezzo a loro, che vi piaccia rapportarvi a loro, farli giocare a farli divertire e che vi innamoriate ogni volta dei loro sorrisi.

Un discorso analogo potrebbe riguardare anche lo junior club, quindi con i ragazzini un pò più grandi, presumibilmente adolescenti.

Se per esempio siete stati al GREST o in qualche parrocchia, non necessariamente da animatori ma anche da “animati”, anche quello potrebbe valere come punto a vostro favore.

Se siete dei tipi sportivi, per esempio, un ruolo che potrebbe esservi proposto è quello dell’animatore sportivo o “torneista”. In quel caso vi basterà semplicemente ripetere,  come avrete probabilmente scritto sul curriculum, che vi piace praticare degli sport (anche a livello amatoriale non necessariamente a livello professionale) o che fate parte di qualche squadra. Basterà semplicemente dire che siete abituati ad andare a giocare a calcetto con gli amici, a pallavolo o che avete giocato a ping pong qualche volta.

Il motivo per cui potrete ammettere di non essere dei professionisti in qualche sport è che agli esaminatori non interessa che voi siate dei campioni e questo per un semplice motivo : perché il ruolo dell’animatore sportivo è principalmente quello di organizzare dei mini tornei per gli ospiti. Quello che viene richiesto più che altro ad un animatore sportivo è di avere la lucidità mentale per organizzare un torneo sportivo con gli ospiti, sapendo quindi gestire il numero dei partecipanti, riuscire ha trovare un incastro tale da poter fare partecipare tutti e soprattutto di farli divertire.

C’è da ricordarsi che non ci si troverà in una polisportiva e neanche in un torneo internazionale ma bensì in un villaggio turistico dove i partecipanti potranno essere ragazzi giovani o padri di famiglia di 50/60 anni.

La conoscenza delle regole degli sport è importante ma relativa. Conoscerle prima potrà agevolarvi, ovvio, ma nella maggior parte dei casi queste verranno insegnate allo stage di formazione (o comunque si verrà affiancati ad un collega con esperienza una volta in struttura).

La stessa cosa vale anche per gli istruttori di ginnastiche e balli, però, in questo caso, nel momento in cui si verrà chiamati a colloquio per quel ruolo specifico, significherà che già da curriculum ci sia una certa predisposizione o comunque una certa infarinatura per queste discipline.

E’ chiaro che quando si tratta di ginnastiche bisognerà stare molto attenti a quello che si fa con gli ospiti, specialmente quando si tratta di persone avanti con l’età, perché in quel caso si rischia di fare danni. Bisogna fare le cose con cognizione di causa, sapere che cosa si sta facendo.

Per quanto riguarda gli istruttori di ballo (es.caraibico) generalmente si preferiranno persone che abbiano già seguito dei corsi di ballo o, ancora meglio, che abbiano degli attestati. Potrebbe bastare anche una preparazione di base, poichè il tipo di lezioni che si faranno in villaggio saranno generalmente dei corsi di base.

In molte realtà vengono inoltre ricercati dei ruoli tecnici per i quali bisognerà aver fatto comunque degli studi specifici.

Non verrete mai chiamati a ricoprire certi ruoli se non avete comunque delle preparazioni di base.

Parliamo per esempio di DJ, di tecnici, coreografi, scenografi e costumisti, i quali dovranno dimostrare di aver effettivamente quelle competenze.

Se avete maturato delle esperienze relative a feste che avete presenziato (anche delle feste di compleanno, non necessariamente delle serate in grandi discoteche), per dimostrare che siete dei DJ, in ogni caso, vi verranno fatte delle domande tecniche per sapere se conoscete le attrezzature. Che cos’è un cavo jack? Sai distinguere un cavo stereo da uno mono? Sai spiegare come funziona un mixer o una consolle? Sai programmare dei fari a led?

Tutte queste domande potrebbero arrivare perché in molte agenzie il dj e il tecnico suono e luci potrebbero ricoprire un ruolo solo e molto probabilmente un DJ potrebbe essere chiamato a montare un impianto o a gestire un mixer luci durante gli spettacoli. Questo non capita in tutte le agenzie, ma nella maggior parte.

Per fare la coreografa il coreografo basterà dimostrare di aver studiato danza per qualche anno magari presentando un portfolio di quello che si è fatto fino ad allora.

La difficoltà di un coreografo in stagione sarà di riuscire ad insegnare a ballare in maniera quantomeno accettabile a chi non ha mai mosso un passo di danza. Creare dei balletti semplici ma efficaci, alla portata di chi non ha una preparazione tecnica.

Infine non dimenticate di dire se avete delle competenze artistiche : canto, giochi di magia, giocolieria, sputafuoco o conoscenza uno strumento. Tutto fa brodo.

Alla fine della chiacchierata di rito ringraziate l’esaminatore date in una bella stretta di mano e rimanete in attesa.

Dopo qualche giorno, se tutto sarà andato per il verso giusto, dovreste essere richiamati per lo stage di selezione/formazione.

BONUS : I cinque errori da evitare durante un colloquio

1 – Se decidete di farvi accompagnare da un vostro genitore al colloquio va benissimo ma fatelo aspettare fuori. Siete delle persone adulte, per cui è giusto che affrontiate un colloquio per i fatti vostri senza il condizionamento dell’avere vostro padre o vostra madre a fianco.

2 – Non tenete la chewing gum in bocca durante il colloquio.

3 – Non indossate gli occhiali da sole (anche in testa sarebbe meglio evitarlo).

4 – Per quanto amichevole e fraterno possa sembrarvi l’esaminatore evitate assolutamente di dire parolacce durante il colloquio.

5 – Non parlate male della vostra vecchia azienda per cui avete già lavorato ne tantomeno del vostro ex capo animatore.

Non perché questo sia vietato, ma l’esaminatore potrebbe pensare che sareste pronti a farlo con chiunque, quindi anche con loro. Tenete per voi queste cose, non è importante e non è sicuramente una cosa che vi farebbe guadagnare punti per l’esito colloquio.

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